Psicoterapia per adolescenti

Entrare nel mondo degli adulti, desiderato e temuto, significa per l’adolescente la perdita definitiva della condizione di bambino. È un momento cruciale nella vita dell’uomo e costituisce la tappa decisiva di un processo di distacco che è iniziato con la nascita.
Arminda Aberastury

Cosa sta succedendo?

“Bambini piccoli, problemi piccoli”, si dice. E finchè i figli sono piccoli, non si capisce quanto è vero.

Fino a ieri era un bambino, era facile avere a che fare con lui. Ma oggi, improvvisamente, quel bambino non c’è più e al suo posto c’è un ragazzo sconosciuto, che fa preoccupare. Sta chiuso in camera curvo sul cellulare, non ha interesse per niente, non esce più, non si riesce a parlargli. Il rendimento a scuola è crollato, e lui non reagisce in modo costruttivo alle difficoltà. Si abbatte e si deprime, dice che tanto non è capace di fare niente e si arrabbia molto quando si prova a parlargli o a chiedergli conto dei suoi impegni.

Come la fai la sbagli

Dalla scuola arrivano segnalazioni, la preoccupazione cresce. Si prova a spronarlo, a parlargli, ma lui risponde a monosillabi, si tira su il cappuccio e non mostra neanche la faccia. A volte emerge una rabbia terribile. Allora si reagisce, si danno punizioni, ma è tutto inutile.

Si prova a lasciar perdere, ma l’angoscia rimane: cosa stiamo sbagliando? Magari si scoprono dei tagli sulle braccia, chissà da quanto succede… Tra genitori si comincia a litigare, la situazione a casa può farsi davvero pesante. Se ci sono altri figli la preoccupazione è anche per loro. E poi i nonni… cosa diranno?

È la prima volta che ci si trova di fronte a una cosa così, si passa dalla preoccupazione, alla rabbia, alla colpa. Non si sa davvero cosa fare.

Eppure un modo bisogna trovarlo…

Ci vorrebbe una persona che riesca a parlare con lui. Sta succedendo qualcosa che va compreso, e per farlo ci vuole calma, uno spazio e un tempo dedicati, per capire perché c’è tanta sofferenza, o tanta rabbia.

A questa età è difficile aprirsi con i genitori, perchè sono troppo vicini, troppo importanti. Sta cambiando la relazione, che non è più infantile, e questo è un cambiamento necessario ma difficile per tutti. L’adolescente lotta con la sua famiglia per differenziarsi, è un periodo di grande trasformazione dove la crisi di identità può essere molto profonda.

In un momento come questo può servire qualcuno di esterno, di sconosciuto, per esplorare anche nuovi aspetti di sé.

Nuove distanze, nuove relazioni

Avere uno spazio suo dove poter parlare liberamente lo aiuterà a mettere in ordine i pensieri, a capire cosa lo fa stare tanto male, cosa lo fa arrabbiare. Cominciare a comprendere cosa gli sta succedendo porterà sollievo.

Allora sarà possibile, un po’ alla volta, impegnarsi di nuovo nella scuola o nelle altre attività, sentirsi più sicuro e sereno, più a suo agio con gli altri. Questo aiuterebbe anche i genitori a risolvere l’angoscia crescente e i conflitti che a volte ne derivano. Si potranno trovare nuovi modi di parlarsi, nuove distanze, perché nuove sono le relazioni.

Questo è un invito

Sappiamo quel che siamo, non quello che possiamo essere.

William Shakespeare