Chi Sono

Qualche informazione su di me...

C’era un film che da adolescente, insieme alla mia migliore amica, guardavo e riguardavo. Era Ordinary people (“Gente comune”), il primo film di Robert Redford regista.

Era una storia tragica: Conrad, il protagonista, era sopravvissuto al fratello in un incidente in barca e dopo un ricovero per un tentato suicidio era tornato a casa con i genitori. Il film descriveva i difficili rapporti familiari, tra la freddezza della madre, la preoccupazione del padre, la tristezza di Conrad. Ma soprattutto c’era il dottor Berger, lo psicoterapeuta che aiutava Conrad a lavorare su di sé. Mi piaceva moltissimo. Vedeva il dolore di Conrad, lo prendeva sul serio, lo ascoltava; lo aiutava a dare un nome a quello che sentiva, a capire cosa pensava e quindi a poterlo esprimere, a tirare fuori la rabbia smettendo così di rivolgerla contro se stesso.

In quegli anni andavo anch’io da uno psicologo, che guarda caso assomigliava al dottor Berger… Non ricordo di cosa parlassimo, ma ricordo benissimo la sensazione di sentirmi vista, finalmente nella mente di qualcuno. Penso di aver deciso allora di fare questo mestiere, e infatti i miei primi studi hanno seguito il desiderio infantile di aiutare bambini e ragazzi in situazioni familiari difficili. Per questo, dopo la laurea in psicologia a Padova, mi sono specializzata in Psicoterapia familiare e relazionale all’Istituto di terapia familiare di Firenze. Le mie prime collaborazioni sono state con l’Istituto di terapia familiare di Ferrara e con il Centro di ecologia familiare di Este.

Contemporaneamente ho iniziato a lavorare con medici, infermieri e altri professionisti della salute sulla relazione e comunicazione con i pazienti. La formazione in ambito sanitario è una parte del mio lavoro che amo molto, e che continua.

Nel frattempo mi sono spostata a Feltre e lì, insieme ad altre colleghe, abbiamo fondato il CpF, Centro di consulenza e terapia per la Famiglia, specializzato nella cura delle relazioni familiari e della genitorialità. Lavorando molto con le scuole, ho potuto entrare in diretto contatto con un aspetto fondamentale nella vita dei ragazzi e delle famiglie. Gran parte delle preoccupazioni in famiglia sono collegate alla scuola, e conoscerla da vicino aiuta molto il mio lavoro con gli adolescenti e i loro genitori.

Last but not least, seguendo le mie curiosità e i miei bisogni personali e formativi mi è capitato di incontrare la Psicoanalisi Operativa, ed è il modello che tuttora seguo: una lettura della sofferenza psichica che ne considera la natura gruppale e familiare, che tiene conto della dimensione inconscia della nostra psiche e dei nessi tra individuo e società. Ho così ulteriormente approfondito i miei studi con altri quattro anni di specializzazione sulla Psicoanalisi della coppia e della famiglia.

Da allora faccio parte di Gripo (Gruppo di Ricerca in Psicoanalisi Operativa), un gruppo di ricerca che approfondisce tematiche sociali, istituzionali e familiari emergenti (migrazioni, bullismo e altre forme di violenza, procreazione medicalmente assistita…), curo articoli e pubblicazioni, partecipo a seminari e convegni nazionali e internazionali sulla psicoanalisi della coppia e della famiglia.